freccia.gif (1528 byte)L'eremo di San Lorenzo

in Carpineto

 

Nel pressi del Dito dei Diavolo, la formidabile escrescenza roocciosa che sorge sotto il frontone del Colle S. Marco, a Sud della città di Ascoli, vi sono dei ruderi: lunghi filari di muro che si sviluppano senza l'apparente logica nonché una cisterna con una capienza originaria di ben 25 metri cubi. Sono le componenti rimaste dell'antico cenobio benedettino di S. Lorenzo in Carpineto.  Pianta »»

La tradizione storiografica locale lo vuole già fondato nel sec. VIII, ma il monastero rimane soprattutto legato alle memorie dei primordi del Francescanesimo in Ascoli, dal momento che le sue mura avrebbero dato ricetto nel 1215 al Poverello d'Assisi e al suoi seguaci. S. Lorenzo, effettivamente, era ancora a quell'epoca un cenoblo benedettino, e non è dunque possibile che esso fosse divenuto un insediamento francescano, ma ciò non esclude che possa aver dato accoglienza al Santo e al suoi seguaci. Il luogo isolato, ardente di vegetazione (il toponimo in Carpineto è piuttosto eloquente", dominato dalla solenne mole di travertino che sostiene il pianoro di S. Marco, poteva ben riecheggiare nell'animo di San Francesco le solitudini delle Carceri.

Raggiunto proprio nel sec. XIII l'apice del suo sviluppo - era la più cospicua istituzione entrata a far parte della congrecazione eremitica di S. Angelo in Voltorino - S. Lorenzo dovette presto avviarsi verso il suo lento declino. Questa, e tante altre fondazione eremitiche benedettine, risultarono come soppiantate dalla rivoluzionaria affermazione del Francescanesimo all'interno delle stesse mura della città. Ghermite dalla ventata degli spiriti nuovi, che riconoscevano ormai nella città il fulcro della vita spirituale e sociale, queste antiche istituzioni erano destinate a dissolversi.

I ruderi di S. Lorenzo versano tuttora in uno stato di totale abbandono. Mancando una planimetria, mancando uno studio sistematico, la sede locale dell'Archeoclub d'Italia ha intrapreso un'attenta e paziente opera di rilevamento delle testimonianze rimaste. Lo scopo è quello di risalire ad una quanto più possibile ricostruzione ideale dell'assetto dell'antico cenobio. L'indagine è tuttora in corso, e ha già dato ottimi frutti. Nel 1994, con la rimozione dell'humus e dei detriti, si è potuta riconoscere l'area della chiesa, edificata tra il 1257 e il 1265 e della quale sono adesso leggibili la porta d'ingresso e il fianco sinistro, al quale è addossato un lungo sedile in muratura approntato per le funzioni religiose dei monaci. Accanto alla cisterna è stata inoltre individuata una splendida vasca di decantazione nel cui materiale di riempimento sono stati rinvenuti interessanti frammenti di ceramica medievale.

FURIO CAPPELLI